Vitamina D

La Vitamina D è una vitamina particolare in quanto non siamo in grado di sintetizzarla da soli ma abbiamo bisogno almeno della luce solare o di assumerla in forma inattiva però da certi alimenti. E' una vitamina "sui generis" poichè va attivata nel momento del bisogno un po' come un ormone.

Tre sono le principali origini della vitamina D inattiva, due animali (cole-calciferolo, D3) e una vegetale (ergo-calciferolo, D2) e cioè:

- una Vitamina D3 endogena (colecalciferolo) che deriva dalla sintesi del 7 deidrocolesterolo in Vitamina D3 a livello cutaneo dopo stimolo dei raggi UV 290-315 nm

- una Vitamina D3 esogena (cole-calciferolo) che assumiamo con alimenti di animali che l'hanno sintetizzata in seguito all'esposizione solare (carni, uova, pesce, latticini)

- una Vitamina D2 esogena (ergo-calciferolo) che assumiamo da alimenti vegetali che l'hanno sintetizzata dopo esposizione solare (vegetali verdi, funghi).

La vitamina D3 "animale" è più attiva della forma vegetale.

Le tre forme di vitamina D (due D3 e una D2) sono inattive e per agire hanno bisogno di una doppia attivazione, la prima a livello epatico (idrossilazione in posizione 25, calcidiolo o 25 idrossi-vitamina D) e la seconda a livello renale (idrossilazione in posizione 1 alfa, calcitriolo o 1, 25 diidrossi-vitamina D).

 

La vitamina D "alimentare" è una vitamina liposolubile e, come tale, viene assorbita meglio ingerendo cibi grassi ed il suo assorbimento avviene come per gli altri lipidi (ciclo dei sali-biliari-micelle lipidiche, chilomicroni, circolazione linfatica, accumulo in tessuti grassi quali pelle, fegato, adipe). La vitamina D assunta col cibo riveste minore importanza rispetto a quella endogena sintetizzata a partire dall'esposizione solare. Purtroppo però attualmente la "nostra" scarsa esposizione solare non basta a sintetizzarla a sufficienza e le carenze sono molto frequenti. In ogni caso ricordo che gli alimenti più ricchi di tale vitamina sono quelli di animali vissuti all'aria aperta e quindi carni (soprattutto fegato), uova e latticini di bovini, ovini, suini, pesci etc. allevati non in modo intensivo. L'olio di fegato di merluzzo ne è particolarmente ricco. Adesso alcuni alimenti come i latti vegetali o i cereali per la colazione sono "addizionati" di calcio e vitamina D, un'abitudine che stiamo apprendendo dagli americani.

La Vitamina D liposolubile, simile al colesterolo, nel torrente ematico viene trasportata con una proteina specifica (DPB) e "giunta alla meta" entra nelle cellule, come gli altri ormoni steroidei (corticosteroidi, sessuali, aldosterone) prima attraverso la membrana cellulare e poi attraverso quella nucleare funzionando come un fattore trascrizionale. 

La funzione più nota della vitamina D è quella che riguarda il metabolismo di calcio e fosforo del tessuto osseo poichè tale vitamina incrementa i livelli del calcio e fosforo aumentandone l'assorbimento a livello intestinale e renale. La carenza di vitamina D nei bambini è causa di rachitismo e negli adulti di osteoporosi-osteomalacia quindi il suo ruolo principale riguarda la mineralizzazione ossea. Ma la vitamina D non serve solo per la salute di denti ed ossa poichè recenti studi ne stanno facendo emergere l'importanza per il sistema immunitario soprattutto nella prevenzione delle patologie invernali, nella patogenesi di alcuni tipi di cancro (seno, colon, prostata, polmoni; funzione di differenziazione cellulare) e di alcune malattie autoimmuni (sclerosi multipla, tiroiditi, diabete tipo 1), allergiche (asma, eczema atopico) ed articolari (osteo-artrite). Non solo, la vitamina D pare avere un ruolo determinante per il funzionamento del tessuto muscolare, per la pelle (psoriasi, dermatite atopica), per gli occhi, per lo sviluppo fetale, per il cuore, per la pressione, in menopausa, per l'umore e...chissà cosa scopriranno ancora nei prossimi anni. Sembra proprio che tale vitamina sia fondamentale e sempre più persone ne sono carenti!!!

Il fabbisogno giornaliero varia in base all'età andando dalle 400 UI (Unità Internazionali) nel primo anno di vita a 2.300 UI negli anziani. La Vitamina D si misura attraverso il dosaggio dei livelli ematici della 25 OH Vitamina D. Da recenti studi sembra che i livelli ottimali siano compresi tra 30 e 75 ng/ml. 

La causa principale di tale preoccupante carenza è la scarsa esposizione solare nei pochi mesi caldi in cui i raggi del sole sono davvero in grado di stimolare la sintesi cutanea di tale vitamina (raggi UV 290-315 nm che alle nostre latitudini ci sono solo d'estate). In Italia tale carenza è molto diffusa soprattutto nella popolazione anziana anche poichè la sintesi di tale vitamina si riduce con l'età. Inoltre un altro fattore che riduce la sintesi della vitamina D è l'uso delle creme solari protettive; bisognerebbe lasciare la pelle senza crema per i primi 15-20 minuti di esposizione solare dopo di che è corretto applicare una protezione per ovvi motivi di salvaguardia da altri danni (tumori cutanei, stress ossidativo della pelle con produzione di radicali liberi). Come già detto il contributo dietetico di tale vitamina è minimo e infatti il modo migliore per raggiungere livelli normali in caso di carenza è attraverso l'integrazione della vitamina sintetica (Dibase) o naturale (olio di fegato di pesce tipo merluzzo, salmone).

Per maggiori informazioni rimando alla lettura delle Linee guida sull'ipovitaminosi D nell'articolo di Adami pubblicato su Reumatismo del 2011 dove vengono spiegate nel dettaglio le modalità di integrazione della vitamina D a seconda del gradi di carenza/insufficienza.

Due parole infine sulla tossicità da vitamina D nel caso la concentrazione fosse maggiore  a 100 ng/ml; questa situazione è davvero difficile da verificarsi, nel caso comunque ciò avvenga i problemi che ne derivano dipendono dall'eccesso di calcio nell'organismo con ipercalcemia, dolori addominali, nausea, diarrea, ipercalciuria, calcinosi dei tessuti molli, nefrocalcinosi e danno renale.

Non procedo ulteriormente nel discorso ma se volete potete farmi delle domande o lasciare un commento, grazie.

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